PROGETTO

S.C.E.N.A.

Percorso di musicoterapia e danzaterapia “S.C.E.N.A. - Strumenti di Creative Expression Nell’Adolescenza e nell’infanzia”

LA RELAZIONE AL CENTRO
Relazione d’aiuto e relazione educativa, musicoterapia e terapie espressive al tempo del COVID-19

Il progetto S.C.E.N.A., creato nel 2019 dall’associazione Arte in Ascolto per Ripari Cooperativa Onlus grazie al supporto di Fondazione Maurizio Fragiacomo, ha realizzato laboratori di musicoterapia, produzione musicale e gioco-movimento-danza con minori in situazioni varie di difficoltà e disagio presso Il Centro di Cesano Boscone e il Polo Ulisse di Trezzano Sul Naviglio (due Centri di accoglienza pomeridiana minori), avviandosi a raggiungere con la propria azione, in poco più di un anno, circa quaranta partecipanti alle diverse attività.

Si tratta di offrire a bambini e adolescenti strumenti di interazione in grado di oltrepassare la sfera del logos, per sviluppare un’interazione comunicativa positiva, costruttiva, utile per gli utenti, nella cornice, finalmente rassicurante e confortevole per loro, dei canali non verbali della sensorialità e del simbolico. La finalità generale è quella di armonizzare bisogni individuali come quello di accettarsi ed essere accettati, con quelli sociali di essere gradualmente più nei confronti delle richieste dell’ambiente circostante.
I laboratori, che sono stati affidati a professionisti selezionati, si sono basati su metodi e percorsi ampiamente sperimentati da Arte in Ascolto, che ha raccolto in passato, in tanti contesti, riscontri straordinari.

Il desiderio di condividere, raccontare, analizzare e valutare il cammino percorso all’interno di S.C.E.N.A. si è incontrato, in questi primi mesi del 2020, con i mutati scenari sociali e professionali dell’intervento educativo, artistico-espressivo e di cura con minori, specie in contesti familiari e di comunità fragili e complessi. L’emergenza COVID-19 ha determinato misure drastiche e repentine di sospensione di attività tecnico-professionali in campo educativo-curativo verso i giovani così come a vantaggio di diverse categorie sociali e popolazioni cliniche – persone anziane e con disabilità, ad esempio –; ovvero una metamorfosi di tali attività, con un adattamento per tentativi e sperimentazioni.

Queste attività si sono misurate con la propria improvvisa invisibilità sociale e mediatica, pur attivando nuovi sforzi per rivendicare la propria esistenza e specificità. Nell’arco di settimane e mesi, a ritrovarsi sospese, congelate o “sanitizzate” sono state relazioni educative-curative in corso: spesso delicate e complesse; spesso fondamentali, in quanto dirette a sostenere persone e famiglie particolarmente vulnerabili ed esposte. Saltuariamente ciò ha ricevuto attenzione da parte dei media e della società civile. L’evocazione della relazione di aiuto educativa, curativa nei discorsi pubblici è stata generica, astratta, ambivalente, nei rari casi in cui c’è stata.

Ecco perché la necessità di raccontare S.C.E.N.A. si arricchita naturalmente, si è evoluta nel bisogno di raccontare il progetto nella cornice aggiornata dell’emergenza-COVID. Raccontare che cosa di S.C.E.N.A., dei suoi laboratori, del suo approccio, è valso la partecipazione positiva dei ragazzi diventa raccontare cosa, con il lockdown, si è interrotto, o cosa ha potuto proseguire seppur in forme mutate. Di più. La fase 1 e la fase 2 della gestione della pandemia hanno interessato tutto il territorio, ricevendo da strutture diverse, tutte deputate alla relazione di aiuto e di cura, alla salute e al benessere degli utenti, risposte e strategie variabili. Che cosa accomuna l’intervento dei professionisti di S.C.E.N.A. a skill, qualità, metodologie presenti sia nei CAM in cui i laboratori si svolgevano, così come anche in altre contesti di relazione di cura, educativa, di aiuto attivi sul territorio? Può, l’esperienza dell’emergenza-COVID vissuta da professionisti e strutture specializzate, offrire l’occasione per confrontarsi e parlare delle sfide, delle possibilità, delle esigenze e delle risorse di cura, di aiuto e di benessere di specifiche popolazioni e degli operatori?

Parlare degli approcci e delle metodologie di S.C.E.N.A. alla luce dell’emergenza Covid-19 e delle mutate strategie che questa ha imposto diventa mettere l’esperienza di S.C.E.N.A. in dialogo con altre esperienze di qualità, animate dallo stesso denominatore comune: la relazione d’aiuto, educativa, di cura, in presenza.

Da qui, nasce l’idea di realizzare un Webinar pratico-teorico, un’esperienza di condivisione e formazione, a tratti interattiva, aperta ad addetti ai lavori, amministratori e organizzatori, famiglie. Un momento di incontro nel quale, partendo dall’esperienza del progetto S.C.E.N.A. e dei suoi laboratori, si arrivi ad abbracciare con uno sguardo trasversale diverse esperienze che, in particolare durante l’emergenza-COVID, hanno raccolto la sfida della relazione, giocandola, rilanciandola, re-inventandola. L’incontro rivolto a professionisti del settore educativo, curativo, psicologico, sociale, assistenziale, del benessere e della salute; a musicoterapeuti e studenti di musicoterapia; ad amministratori, gestori, coordinatori di enti e servizi.

Per parlare delle buone pratiche sviluppate all’interno di S.C.E.N.A. e dei centri in cui si è sviluppato; della necessità delle skills e delle qualità insite nella relazione d’aiuto, di cura, educativa; e di come la loro fragilità, messa a dura prova da un’emergenza sanitaria nazionale, tra riformulazione e sospensione, possa e debba essere tutelata e promossa.

Leonardo Menegola, musicoterapeuta formatore AIM e Professore a contratto, Università degli studi di Milano Bicocca, coordinatore di S.C.E.N.A.

PROGETTO CONCLUSO

Produzioni musicali